30-04-07 Zona di Nazzano. (Pala)
Scendiamo, di corsa, impossibile, un prato in discesa al 185%, fra le piante. Più che altro cerco di evitarle, le piante, attaccandomi ad esse con la mano sinistra da una parte, uncinandomi con il pugarlei nell’altra. DeCif è avanti, lo perdo di vista, stiamo scappando, il cielo è nero sopra noi, il vento scuote le cime mentre goccioloni cominciano a scendere come saette contro un tramonto lontano. Lo zaino ondeggia sulla schiena mentre rimbalzo da una pianta all’altra. Il terreno manca sotto i piedi, scarto un albero con una mezza piroetta, riprendo la linea della massima pendenza e mentre cado, di culo, lancio lontano da me la lama ricurva. Mi rialzo senza la sensazione di aver toccato terra, le scarpe mi permettono di controllare la direzione ma non la velocità e sono nell’erba alta del campo, vicino alla stradina. Ci ritroviamo, nè bagnati né asciutti, a correre verso i fari di una macchina tutta inclinata nella stretta stradina erbosa, è Andrea che ci aspetta. Il fuoristrada accoglie noi e ciò che di selvatico ci è rimasto addosso, i segni, gli odori del bosco, gli insetti, ma ormai è fatta…..

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