11-01-06: la striscia bianca (Ruota)
Oggi è inverno e d'inverno la neve fondente ingrassa la terra rendendo impossibile anche solo l'idea di mettere le ruote fuoristrada, soprattutto per un'uscita mordi e fuggi nella pausa pranzo. Così, come spesso accade, ho approfittato della giornata di sole per inforcare la Birigida e inoltrarmi nelle strade dei dintorni di Voghera. Appena fuori dalla città, la foschia lattigginosa si mischia con lo sfondo ancora innevato delle colline rendendo indistinti i contorni e gli orizzonti, aggiungendosi alla monotonia pianeggiante della strada asfaltata. Come sempre la mente comincia a vagare e ripenso all'ultimo giro fatto, al Beigua, a quanto diverso fosse tutto quanto, rivivo il viaggio in auto, le facce, le voci, il percorso con la lunga salita e l'impegnativa discesa, ripercorro i passaggi più difficili, rivedo gli scorci più suggestivi, i colori. Che voglia di tornarci! Invece sono lì, a pedalare nel nulla, e mi dico che già posso ritenermi fortunato a poter uscire in bici durante la settimana, che le giornate già si stanno già allungando, che si tornerà presto a sporcarsi anche qui nell'argilla. E mi trovo a fissare lo scorrere della striscia bianca, sotto la ruota anteriore della bici, ha un che di ipnotico, ci si potrebbe percorrere sopra un sacco di strada, potrebbe condurre ovunque, come la mente quando divaga. Il problema è, e qui vengo al nocciolo, che 'sto cavolo di striscia bianca mi trovo a fissarla a testa bassa, per un otto/dieci metri al massimo davanti a me, oltretutto pensando ad altro, alla folle velocità di almeno 30 km/h. A mio avviso potrebbe essere molto pericoloso, o no?